Autoritratto

L’ autoritratto racconta la crisi dell’ IN-FORMAZIONE, dal punto di vista dinamico. L’idea nasce leggendo il volume “Strati mobili. Video contestuale nell‘arte e nell’architettura” di Ladaga e Manteiga: nel capitolo 6 si parla di The Un-Private House, un gruppo che progetta installazioni in cui si incorporano finestre e muri digitali. Anche nell’autoritratto si è voluto sottolineare il rapporto tra le bucature fisiche di un edificio(in questo caso la finestra) e lo schermo di un monitor, ponendo un video gigante al posto della finestra. Così si forma uno spazio ibrido tra un ambiente fisico (fatto dalla stanza) e uno illusorio (fatto dallo schermo). Se a sinistra si ha una finestra reale che affaccia sul Tevere (un immagine perciò statica), a destra invece al posto della finestra si ha uno schermo dinamico,che interagisce con l’osservatore. L’informazione e l’architettura devono essere in-formazione, devono essere comunicazione, devono interagire.