Commento all’ articolo “Affioramenti dal basso”

Gomorra Cofee Break Di Antonino Saggio

Se si cerca la parola ”layer” su Google compariranno soprattuto immagini di torte o di stratigrafie di terreno. In effetti questi due elementi hanno in comune solo la parola strato (layer) e nient’ altro. Ho voluto giocare comunque su queste due immagini: la torta paragonandola all’ edificio del Check Point Charlie a Berlino di Eisenman, mentre le stratigrafie di terreno al progetto per la Villette di Tschumi. Il primo è “Come se il progetto si debba formare certo attraverso stratificazioni, ma invece che attraverso una modalità "dall'alto al basso" con una modalità dal "basso all'alto”. Come un insieme di strati che affiorino, che emergano.”: come infatti per preparare una torta si inizia sempre dallo strato base. E ancora: “Si tratta, come è ben noto, di progettare la compresenza di sistemi diversi (il verde, i percorsi, gli edifici forti e quelli deboli, le reti tecnologiche eccetera) nel quale ogni layer, o strato, è per un verso indipendente e per altro verso cospirante con gli altri nel creare la complessità del paesaggio urbano”. Il tiramisù è composto da vari strati di savoiardi, e poi crema, tutti indipendenti tra di loro, ma solo insieme formeranno un buon tiramisù. Diversamente nel progetto di Tschumi: “ Non è un affioramento, ma appunto una stratificazione meccanica dove uno strato viene letteralmente posto sopra l'altro”. Perciò può essere paragonato ai vari strati di cui è composto un terreno: sono vari livelli che si sono sovrapposti nel tempo, uno sopra l’ altro, ma staccati. Ora anche il paesaggio urbano si basa su stratificazioni: bisogna essere capaci ora più che mai di creare sistemi diversi ma compatibili tra di loro, per esempio andando a riqualificare e rifunzionalizzare le brown areas integrandole con i sistemi circostanti.