Concept iniziale

Il concept da cui voglio partire è quello di un’ architettura DINAMICA e INTERAGENTE. Non più un’ architettura statica e di rappresentazione. Non più un’ architettura dipendente dalle proprie funzioni, modulare o scatolare. Ma un’ architettura interattiva, che ricrei situazioni e sensazioni. Un’ architettura piena di input, e che dia input ai proprio “osservatori”. Un’ architettura come video, non come una fotografia o immaginestatica. Deve essere una rivoluzione, come l’ avvento del cinema: una crisi della fotografia, una crisi della staticità. Non un’ architettura fredda, ma che sappia davvero cosa vuol dire essere vissuta, viverla nei suoi suoni, nelle immagini, negli odori. Un’ architettura percepibile, come un’ organismo vivente, che si muove, che si trasforma, che cambia. Un’ architettura di trasformismo.

Evoluzione del cocept: CHAMALEON SKIN

L’evoluzione del concept nasce leggendo il volume “Strati mobili. Video contestuale nell’ arte e nell’ architettura” di Ladaga e Manteiga e l’ articolo “La schiuma che informa” di Antonino Saggio. L’idea è quella di creare un’ architettura che: a) interagisca con lo spettatore, attraverso una pelle che si trasforma, che si colora. che suoni, che riesca a far diventare la parete di un edificio un teatro. b)che informi lo spettatore, che dia dati, informazioni. Leggendo “Architteura e modernità” di Antonino Saggio, si può trovare un esempio molto interessante: sk Building (Seul, Corea del Sud). Citando: “ La notte l’edificio diventa ancora più espressivo perchè alla forte immagine architettonica, si sovrappone un utilizzo innovativo della tecnologia. Il grattacielo comincia a vivere come uno schermo vero e proprio, e non a evocarlo soltanto: i sistemi delle luci e quelli del suono diventano così elementi attivi e partecipi dell’ architettura.” E ancora: “..e le luci stesse possono modificarsi al variare delle situazioni esterne e indicare alcune condizioni della città (il grado di polluzione, la densità dei visitatori, le condizioni climatiche, la forza del vento, il grado di riciclo dei rifiuti)”(pag.413-414). Anche il suo interno è pieno di installazioni grafiche che interagiscono con lo spettatore.
Perciò un’ architettura con una pelle camaleontica (chamaleon skin), con metamorfosi, che cambi, che si mimetizzi. che si adatti alle varie esigenze. Un’architettura intelligente, dinamica, che riesca anche a cambiare lo spazio intorno, ovviamente migliorandolo.

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